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1 aprile 2019

BOLOGNA PIANGE E RICORDA ANDREA EMILIANI, UOMO "DI ERUDIZIONE E AZIONE"

Oggi in Consiglio comunale sono intervenuta in ricordo di Andrea Emiliani.
Ringrazio la collega Simona Lembi per la collaborazione.

 

 

Signor Sindaco, gentili colleghi di Giunta, signora presidente, cari colleghi,

purtroppo lo scorso 25 marzo è venuto a mancare Andrea Emiliani. Era nato a Predappio il 5 marzo del 1931, ha compiuto i suoi primi studi ad Urbino poi, giovanissimo, arrivò a Bologna.
Storico dell’arte - si era laureato con Roberto Longhi e ha avuto come correlatore Francesco Arcangeli - è stato Sovrintendente per i Beni Artistici e Storici nel nostro territorio, direttore della Pinacoteca Nazionale di Bologna, fondatore e presidente dell'Istituto per i beni artistici, culturali e naturali della Regione Emilia-Romagna e ha fatto parte del Consiglio superiore dei beni culturali. E’ stato, inoltre, Accademico dei Lincei.

Di lui, nei giorni scorsi, è stato scritto molto. Essendo noi nella sede del Consiglio comunale, mi limiterò a sottolineare alcuni aspetti del suo agire che mi paiono, nel breve tempo a disposizione per questo ricordo, più significativi di altri.

Non a caso scelgo di ricordarlo con le affettuose parole di Cesare Sughi che ringrazio per averne scritto così: "la sua specialità stava nel passaggio automatico dall’erudizione all’agire".

Uomo d’azione quindi, e non mi riferisco solo al fatto che i suoi maestri venivano tutti da quella fucina culturale che fu Giustizia e Libertà -come ha voluto ricordare il fratello Vittorio, ma soprattutto perché dobbiamo moltissimo alla straordinaria capacità che Andrea Emiliani ha avuto di trasformare il suo vasto sapere e la passione più profonda che nutriva per le arti, in azioni pubbliche, in pratiche amministrative, che ancora oggi consentono a noi tutti di riconoscere e di godere la bellezza del Patrimonio del nostro territorio.
In ogni ruolo che ha ricoperto, infatti, Andrea Emiliani ha saputo rendere accessibile ad un pubblico sempre più vasto (non solo di studiosi quindi) quelli che noi oggi consideriamo ‘tesori dell’arte’ e che fino a qualche decennio fa, in pochi conoscevano e ancora meno erano coloro in grado di dargli valore.

È stato detto che “ha sempre visto ciò che gli altri non vedevano”. Capace di vedere che cosa? Ce lo ricorda Eugenio Riccomini, in un bella intervista raccolta da Claudio Cumani: “E’ stato uno straordinario custode dell’arte emiliano romagnola. Ha saputo sorvegliare, tutelare e far conoscere quelle opere preziose e dimenticate. (…) Per anni ha attraversato tutte le valli dell’Appennino insieme a fotografi anche di grande livello. Ha documentato statue religiose, chiese isolate, torri, muri e perfino oggetti agricoli.”, (fine della citazione) senza dimenticare quanto dobbiamo anche ad Emiliani la fortuna che hanno conosciuto le opere di Guido Reni, Di Ludovico Carracci e di Giuseppe Maria Crespi. Sono, a questo proposito, grata a Jadranka Bentini, per avere raccontato, nel giorno del saluto a Emiliani che si è tenuto all’Accademia della belle arti, le mostre, innovative per metodo e costruzione, è stato detto, da lui curate.

Tra le molte pubblicazioni, numerose sono quelle dedicate ai musei e alle politiche dei beni culturali, non di rado pubblicate a più voci. Si tratta, per lo più, di scritti in cui emerge il valore pubblico del nostro patrimonio e la funzione essenziale di tutela e insieme di promozione propria delle istituzioni, che ne consegue.

Tengo, infine, in questa sede, a mettere in evidenza anche la sua capacità di unire, unanimemente riconosciutagli. E noi sappiamo bene, oggi, quanto bisogno ci sia di persone capaci di far dialogare le istituzioni e far convergere interessi comuni tra il pubblico e il privato nella valorizzazione del nostro immenso Patrimonio.

Non da ultimo tengo a sottolineare come ad Andrea Emiliani sia stato riconosciuto l’Archiginnasio d’Oro. Ringrazio il Sindaco per avercelo ricordato.

Ho scritto questo breve intervento e scelto di tenerlo in apertura di Consiglio comunale, ben sapendo dei limiti cui andavo incontro, anche per non avere io, a differenza di alcuni tra noi, avuto il piacere e la grande fortuna di incontrare e conoscere personalmente Andrea Emiliani. Mi scuso quindi, fin da subito, per le molte cose che pure si sarebbero potute dire da questi banchi e che io non sono riuscita a dire.

E tuttavia, quando viene a mancare una persona a cui noi dobbiamo moltissimo, per il fatto, come bene ha detto il Sindaco, di averci insegnato a conoscere l’arte che è cosa accessibile a tutti, per averci insegnato che il museo è uno spazio aperto e che la città e l’ambiente sono museo vivo e da vivere’, sento sia giusto ricordarlo in Consiglio comunale.

Auspico anche, come Presidente della commissione che di questi temi si occupa, che noi tutti sapremo essere influenzati, nelle scelte di politiche culturali che siamo chiamati a compiere, dagli insegnamenti di Andrea Emiliani.

Per tutte queste ragioni, Presidente, le chiedo la cortesia di volere riservare alla memoria di Andrea Emiliani un minuto di silenzio del Consiglio comunale di Bologna.