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31 maggio 2019

TESSERE ELETTORALI RINNOVATE, IL VIMINALE LE STAMPA COL COGNOME DEL MARITO...SENZA CHIEDERLO ALLE DONNE!

Ma a Bologna la nostra Amministrazione comunale non ha fatto come Salvini.

 

Oggi in Consiglio comunale di Bologna ho chiesto alla Giunta una valutazione politico amministrativa sulla vicenda.

A volte succedono cose per le quali occorre prendere in mano il calendario. E non penso al fatto che abbiamo avuto un maggio che sembrava novembre. Mi riferisco a quelle elettrici italiane coniugate che, residenti all'estero o in diverse parti d'Italia, dovendo rinnovare la propria tessera elettorale per adempiere al proprio diritto-dovere di voto per le recentissine elezioni europee, si sono viste consegnare la propria tessera col nome: "Maria Rossi IN Bianchi", proprio nome più il cognome del marito. Così. Senza una comunicazione, senza averlo richiesto.

Infatti la normativa, che risale a prima del 1975, anno della Riforma del Diritto di Famiglia, insieme a un decreto di vent'anni fa mai applicato, prevede la possibilità di avere il cognome del marito in aggiunta, eventualità, però, che non prevede di procedere di imperio, d'ufficio. Questo ha genetato una sana e pronta ribellione: chi lo considera "senza senso", chi "una regola tribale", chi chiede "e perché mio marito non ha il mio di cognome?". E non si pensi che siano episodi poco importanti, cose che non influiscono davvero nella vita delle persone. Concretamente, ad esempio, è capitato che una coppia non fosse in casa e che la donna abbia dovuto chiedere la delega al marito per ritirare il certificato elettorale, a una signora è capitato pur essendo vedova. Questo modo di procedere è esattamente come il Viminale valuta e considera le donne: in funzione del proprio stato civile, coniugate.

Anche a me sono arrivati messaggi in questo senso, ne leggo uno stralcio: "ma come si permettono di scegliere al posto nostro? Deve essere una libera scelta. Nostra. Punto. E la ritengo una grave azione e non bisogna lasciarla passare così. E nemmeno arrangiarsi singolarmente facendosi cambiare la tessera. È qualcosa che dovrebbe essere chiarito bene e collettivamente". Ecco il senso della mia domanda oggi, chiedendo anche quali risvolti ha avuto la vicenda a Bologna.

L'ambasciata italiana ha dato una risposta fotocopia: "per queste elezioni il Ministero dell'interno ha stampato anche il nome del coniuge". Ideona.
Il Viminale ha confermato adducendo una motivazione che mi fa infuriare: "in alcuni paesi è normale il doppio cognome, e quindi abbiamo usato lo stesso metodo". In molti paesi civili si usa il doppio cognome e si può dare il cognome della madre anche ai figli appena nati e non come da noi, dove ancora non c'è una normativa che lo preveda senza dover spendere denaro, tempo, inseguendo orari di ufficio impossibili e burocrazie, come è capitato a me e a mio marito che per poter dare entrambi i cognomi al nostro primo figlio ci abbiamo messo un'altra gravidanza, 9 mesi!

Salvini metta ogni tanto piede in ufficio e faccia cose utili, invece di tentare di riportare indietro le donne.

QUI la risposta integrale dell'Assessora Susanna Zaccaria che ringrazio