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14 giugno 2021

REVISIONISMO SUL 2 AGOSTO, LA DESTRA CI RIPROVA
Intervengo oggi in Consiglio comunale a dimostrazione del fatto che quando diciamo che non si deve mai abbassare la guardia rispetto alla memoria e alla richiesta di piena verità e giustizia di stragi compiute nel nostro paese, in particolare nella nostra città, le nostre affermazioni non sono retoriche, ma frutto di quanto continua a succedere in contesti istituzionali e politici.
Il fatto avviene a Roma, in Parlamento, alla Camera dei Deputati per la precisione, dove Fratelli d'Italia deposita una proposta di Inchiesta parlamentare il cui titolo è: "Istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sulle connessioni del terrorismo interno e internazionale con le stragi avvenute in Italia dal 1953 al 1989 e sulle attività svolte dai servizi segreti nazionali e stranieri".
Otto pagine in cui tutta l'attenzione e lo sforzo sono quelli di argomentare come la strage alla stazione di Bologna e quella di Ustica sarebbero "inseriti in uno scenario internazionale" e di come "Nelle indagini sull'attentato del 1980 a Bologna e su quello di Ustica, tali elementi non sono stati considerati dalla magistratura italiana, che si è invece trincerata dietro un processo il cui impianto fragile si basa su pentiti inattendibili e le cui sentenze non riescono a individuare nemmeno gli esecutori materiali".
Menzogne, scritte nero su bianco, che fanno impressione ma che non lasciano senza parole, ovvero non stupiscono, ma che neppure possono essere lasciate senza replica e la replica più efficace è costituita dalle sentenze. In primis, la sentenza del 1995 che ha individuato in Giuseppe Valerio Fioravanti, Francesca Mambro e Luigi Ciavardini gli autori materiali della strage.
Inoltre, come è ben testimoniato anche da Sergio Zavoli in La notte della Repubblica: "ai giudici che conducono l'inchiesta giungono anche notizie e segnalazioni in base alle quali i sospetti dovrebbero essere indirizzati oltre confine. (Eccolo il tormentone, della pista palestinese, citata ancora proprio da Fratelli d'Italia nella loro proposta di legge!) L'ipotesi che scaturisce da quelle indicazioni è di un complotto internazionale in cui sarebbero implicati terroristi stranieri e neofascisti latitanti all'estero con collegamenti in italia. Ma tutto questo risulterà essere un montaggio fatto a tavolino con vecchie informazioni e notizie completamente inventate. Ai giudici di Bologna apparirà come un'operazione di inquinamento e depistaggio progettata ed esguita dagli uomini di un settore deviato del sismi allora diretto da Giuseppe Santovito, affiliato alla P2. Il generale Pietro Musumeci, capo della Divisione di controllo e sicurezza, anch'eglia ppartenente alla loggia P2, e il suo vice e collaboratore, colonnello Giuseppe Belmonte, saranno condannati per avere prefabbricato la falsa prova di un complotto internazionale"
Dunque, Licio Gelli, capo della P2, Pietro Musumeci, Francesco Pazienza e Giuseppe Belmonte, tutti alti funzionari dei servizi segreti, sono stati condannati per "depistaggio", all'epoca configurabile col delitto di calunnia aggravata da finalità eversiva, e sono tutte condanne passate in giudicato.
Qualche giorno fa, lo scorso 1 giugno è stato il 40esimo anniversario della nascita dell'Associazione dei familiari delle vittime della strage del 2 agosto; tra qualche giorno, il 27 giugno sarà il 41esimo anniversario della strage di Ustica.
È in corso il 4' processo della stazione di Bologna, quello ai mandanti, io continuo a seguirlo, delegata dal Sindaco Virginio Merola, e dai testi che via via si stanno presentando in Corte d'Assise stanno emergendo, riaffiorando avvenimenti, dinamiche, attori che hanno agito prima e dopo il 2 agosto 1980...il processo è in corso, la giustizia deve fare il suo corso e di più ora qui, anche per ragioni di tempo, non dico...ma è questo il contesto nel quale la destra in Parlamento deposita la richiesta di una Commissione che di fatto vuole operare del revisionismo sul terrorismo di matrice neofascista.
E quindi le domande che non dobbiamo celare sono: perché la destra italiana fa fatica ad ammettere queste verità processuali? Cosa si vuole ottenere? Cancellare? Coprire?
Per noi, da Bologna, registrare queste posizioni politiche deve provocare la medesima reazione che l'allora Sindaco Renato Zangheri ha descritto quel 2 agosto: "la gente nopn è rimasta a casa, è venuta, ha protestato, ha dimostrato di essere in piedi, di voler rispondere a questo attacco". E non è solo il fatto che Bologna non dimentica - certo non lo facciamo!- è che è tuttora necessario lottare, essere vigili e consapevoli, non lasciare soli i familiari, i Procuratori generali, il collegio degli Avvocati di parte civile in questo processo che sta facendo emergere i legami, le motivazioni della strage neofascista alla nostra stazione; in un contesto istituzionale, politico, statale e parastatale che ha condizionato e segnato la vita repubblicana e democratica italiana.
Con questo spirito, con nuove verità che affiorano in attesa di giustizia, invito tutti e tutte a seguire online le udienze che si celebrano in Corte d'assise presso il Tribunale di Bologna, in attesa di ritrovarci, tra meno di due mesi, il prossimo 2 agosto in corteo, gli uni al fianco degli altri.